Recensione de “La biblioteca perduta dell’alchimista”, di Marcello Simoni

di Valentina Cervelli Commenta

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La biblioteca perduta dell’alchimista“, di Marcello Simoni, è in pratica quello che potremmo definire il sequel de “Il mercante di libri maledetti“. Questo fattore ne influenza in qualche modo il racconto? La risposta vi sorprenderà: più che altro influenza il lettore nella lettura dell’opera.

Il mercante di libri maledetti” non era un libro privo di difetti, ma nel suo piccolo possedeva la peculiarità, dopo un certo momento nel quale stavi per abbandonare il libro scocciato, di fartelo piacere “istantaneamente” e ti spingeva a leggerlo fino alla fine.  “La biblioteca perduta dell’alchimista” non segue lo stesso schema del primo libro,  alternando momenti buoni a momenti meno convincenti. Fortunatamente il risultato complessivo è quello di un libro piacevole da leggere, in compagnia di personaggi che in qualche modo abbiamo imparato ad amare. Ignazio, Umberto e Willalme, sono delle presenze con le quali fa piacere “viaggiare”. Ed in questo caso le loro avventure riguardano ancora una volta un libro, ancora una volta un mistero da “risolvere”. L’alchimia è ovviamente parte integrante del tutto e si adatta perfettamente al contesto medievale.

Personalmente ho trovato il libro piacevole. A tratti più scorrevole rispetto al “mercante” ed in altri momenti più pesante. Ma avendo ormai una certa conoscenza di Marcello Simoni questo fatto non mi sconvolge più di tanto. L’impressione che la lettura mi ha fatto non può che essere considerata positiva.  I personaggi mantengono quel loro charme ottenuto nel primo libro della serie. A tal proposito devo consigliare a chi voglia leggere questo libro di partire dal primo, in modo tale da avere un quadro completo dell’intera situazione. Si può leggere anche solamente questo volume ma in alcuni punti vengono a crearsi dei piccoli “vuoti” che è bene possano essere colmati con la lettura della prima avventura. Insomma, se amate il medioevo, i romanzi storici ed in generale l’avventura, questo libro è perfetto. Non aspettatevi il classico thriller però.

 

 

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