Mario Giordano ed il caso “Sanguisughe”

di Valentina Cervelli Commenta

 Mario Giordano,  ex direttore di Studio aperto e de “Il giornale” è uscito nelle librerie, da qualche mese in verità, con il libro “Sanguisughe”, tomo inerente le pensioni che la classe politica italiana percepisce, spesso in maniera non quantitativamente adeguata (ovviamente in eccesso, n.d.r.) rispetto al lavoro che fa. Ciò che non sapevamo però, finora, è che l’autore avesse trasformato il suo libro in una vera e propria battaglia personale.

Quando in uno spot televisivo si sente dire che un libro di una persona conosciuta sia diventato già un caso letterario, spesso e volentieri si tende a pensare “Si, vabbè, poi magari ci butto un occhio”. Quasi mai ci si imbatte nella verità di un annuncio simile. Al contrario, in questo caso, il libro già da solo rappresenta un ottima fonte di lavoro giornalistico, condotto fortunatamente con tutti i crismi. Un fattore non sempre riscontrabile dai casi  “simil” Sircana-Boffo nei giornali italiani.

In questo caso ad essere messe sotto accusa, senza distinzione di parti sono le pensioni dei nostri parlamentari, decisamente più alte che nel resto d’europa. Una vera e propria piaga, che può essere riscontrata non solo in alcuni estratti dal libro che vi proporremo, ma anche e soprattutto dall’iniziativa in rete che Giordano sta portando avanti nel suo sito Sanguisughe.

Leggiamo qualche riga tratta dal volume:

Sapevate che il pensionato Inps più ricco d’Italia gode di una pensione di 90000 euro al mese? Che ci sono i tre onorevoli che sono stati in Parlamento 1 solo giorno e prendono la pensione da parlamentari per tutta la vita?  C’è l’ex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui, ne ha ottenuta per sé una da 31000 euro al mese? C’è l’ex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo lavorato come magistrato solo 3 anni?

Un caso letterario? C’è da scommetterci.

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