I libri fondamentali per la biblioteca di casa

di Barbara Commenta

Ci sono libri che non dovrebbero mai mancare nelle nostre case? Non sto parlando del classico vocabolario della lingua italiana, del dizionario dei sinonimi e dei contrari e di quell’ enciclopedia di base, generica, che tutti noi delle generazioni cartacee abbiamo usato per copiare le ricerche scolastiche.

Parlo proprio di titoli di narrativa, saggistica, graphic novel che costituiscono una sorta di base da cui partire per costruire la propria biblioteca personale. Vi è mai venuto in mente che si può procedere in maniera sistematica e organizzata?

In casa mia, quando avevo vent’anni, avevo a disposizione circa mille e cinquecento volumi di ogni genere. Così mi sono fatta un’idea precisa di cosa avrei voluto comprare per quando sarei andata a vivere finalmente da sola.

Per prima cosa avevo preso i classici russi: Delitto e castigo, Guerra e pace, i racconti di Tolstoj e i Fratelli Karamazov (lo leggevano persino i naufraghi di Lost), poi una serie di autori italiani come Calvino e Pavese, poi autori americani come l’immancabile Hemingway e naturalmente Shakespeare, Flaubert, Zola.

Che noia vero? Avete ragione. Infatti mi sono ben presto resa conto che la libreria ideale non corrisponde spesso ai nostri gusti. Ad esempio: dove erano finite le scrittrici? Dove la collana fantasy che amavo? E i nuovi autori, quelli degli ultimi anni?

Mi davano sollievo solo i fumetti dell’Uomo Ragno, quelli con le prime storie degli anni sessanta. Così ho cominciato a capire che esiste una collezione di volumi che serve a farci fare bella figura e quelli sono i classici.

Poi ci sono i libri che amiamo davvero, quelli che non vorremmo mai prestare, che ci consolano nei momenti di tristezza o che ci danno nuovi stimoli quando siamo a corto di idee e di pensieri. Ho così cominciato a provare a leggere qualcosa di nuovo.

Da allora di tempo ne è passato e ho capito che ci sono libri fondamentali per noi lettori appassionati, ma che non possiamo amare tutti i classici indistintamente. Per esempio, io non amo Hemingway, ma ho scoperto Grace Paley, Alice Munro e Fatima Mernissi.

Voi lettori di Libri e Bit che ne pensate? Possiamo concludere che nella nostra biblioteca dovrebbero esserci i classici che amiamo, gli autori contemporanei che ci piace seguire (a me è successo con Pennac) e i libri che ci fanno sognare e divertire?

Photo Credits | Shutterhacks

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