Full Service di Scotty Bowers, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Se si vuole avere uno sguardo più che indiscreto sulla Hollywood dei tempi d’oro e comprendere come non sia tutto oro quel che luccica in quel mondo patinato, leggere “Full Service” di Scotty Bowers può rivelarsi molto interessante e non solo perché probabilmente Ryan Murphy lo ha usato per ispirarsi nella creazione della sua annunciata serie “Hollywood“.

Un’autobiografia per gli amanti del gossip

Il bello delle autobiografie ed ancor più quello di “Full Service” di Scotty Bowers è il fatto che qualcuno abbia avuto il coraggio di pubblicare un simile libro di memorie. Uscito nel 2013, questo volume fece parlare molto di sé ma non venne criticato eccessivamente da possibili eredi dei suoi “protagonisti” o portato in tribunale. Hollywood è un luogo molto particolare dove alla fine, le memorie di un gigolò e gestore di servizi “hot” procurano più pubblicità che grattacapi. Quella che è stata la sua sistemazione finale nella vita legittima quello che ha scritto nel suo libro: in particolare la sua villa a Laurel Canyon, zona in di Los Angeles, dove ha vissuto fino alla sua morte, ricevuta in eredità da un suo importante cliente ed amico.

Questa premessa è necessaria perché l’autobiografia di Scotty Bowers porta il lettore all’interno di un sistema di relazioni e “marchette” importantissimo che ha coinvolto star di ogni grado fino almeno la fine degli anni ’70.

Lettura non convenzionale ma consigliata

Quel che più colpisce è la tranquillità con la quale la conoscenza da parte di Scotty Bowers con molte star degli anni ’40-’60 dello scorso secolo viene spiegata e raccontata. E di come la stessa vita di questo gigolò/ organizzatore di incontri/ bartender/ tuttofare si sia così perfettamente incastrata nella vita di molte altre persone. L’uomo racconta anche della sua infanzia, fattore basilare per comprendere come abbia poi approcciato, più tardi nella vita, il sesso e la prostituzione nel modo in cui lo ha fatto.

Spencer Tracy e Katherine Hepburn, Cary Grant, Tyron Power: sono innumerevoli i nomi dei suoi clienti ed amici. Persone che si sono fidate di lui e che per decenni gli sono state amiche. Se si è alla ricerca di una lettura divertente, interessante e diversa dal solito Full Service è l’autobiografia che fa per tutti. Lionel Friedberg, lo scrittore e giornalista che lo ha aiutato a scriverla ha fatto un ottimo lavoro nel comporre una biografia che non perde assolutamente nella trascrizione, quello che era l’approccio divertente e scherzoso alla vita che Scotty ha sempre avuto. Una lettura, non convenzionale, davvero consigliata.

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