Se si ama Gene Wilder e si adorano i suoi personaggi, “Baciami come uno sconosciuto” è un libro che non può mancare nella propria biblioteca. Non vorrei esagerare nel nominare questa biografia “la quintessenza” dell’attore, ma davvero poco ci manca. Un racconto fedele (talvolta anche troppo) della vita di Wilder a partire dalla sua nascita fino ad arrivare a quello che è stato più o meno il suo “buen ritiro” dal cinema.
Recensioni
Recensioni letterarie di libri ed ebook di ogni genere.
Peter Englund, La bellezza e l’orrore
Peter Englund, membro dell’Accademia di Svezia e suo segretario (parliamo della famosa Accademia che assegna il Nobel) ci regala un libro alquanto singolare. Ha infatti deciso di parlare della Grande Guerra da un punto di vista particolare: quello del “come fu”, come racconta lui stesso nella prefazione al volume.
Ha perciò scelto diciannove storie, tutte accadute realmente ed è attraverso queste che cerca di farci entrare in un periodo o per meglio dire in un’esperienza tanto lontana da noi. Tutti i personaggi di cui ci racconta hanno preso parte ai combattimenti e tra di loro ci sono prigionieri, caduti, eroi, relitti.
E’ stata sufficiente questa introduzione a spingermi a leggere il libro. Non solo perché amo i racconti, perché li trovo sempre più adatti a lettore moderno, come ho detto altre volte su Libri e Bit, ma perché l’unico modo per convincere la sottoscritta ad interessarsi di storia e di guerre è farlo attraverso non dei dati astratti ma attraverso le persone che hanno fatto parte di quegli eventi.
Il mistero dei cloni giganti, di Anna Lo piano
Facebook mi piace anche per questo: mentre penso ai fatti miei, nella colonnina di destra su cui leggo i vari aggiornamenti, mi compare un link a questo libro e così mi incuriosisco e vado a dare un’occhiata.
Sono sempre più convinta che per il nostro bene e quello dei nostri figli sia importante spulciare tra le case editrici minori, tra i talentuosi scrittori e illustratori per ragazzi che non hanno ancora un posto importante nell’editoria italiana.
Soltanto così si possono scoprire progetti intelligenti e storie nuove e, lo dico, credetemi senza alcun atteggiamento snob, italiane.
Se da un lato, infatti, vado a caccia per mia figlia di storie che giungano da tutte le parti del mondo, dall’altro cerco di tenerla lontano da racconti, stili e disegni stereotipati. Ora però parliamo di questo divertente Il mistero dei cloni giganti.
Erewhon di Samuel Butler
C’è un filo rosso che lega Erewhon di Samuel Butler, Flatlandia di Edwin Abbott e La guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Siamo di fronte a tre romanzi di fantascienza, scritti i primi due nel diciannovesimo secolo e il secondo nel ventesimo, da autori inglesi pieni di fantasia e di senso dell’umorismo.
La narrazione del fantastico e del futuro non sono altro che escamotage per portare il lettore a riflettere sul presente in cui vive e si muove. Portato per un attimo lontano, lontanissimo dalla realtà circostante, può infatti volgere lo sguardo su ciò che si è lasciato temporaneamente alle spalle e osservarlo con maggiore lucidità.
Questo volendo essere buoni. In realtà, molto più probabilmente gli autori di questi romanzi hanno scelto il genere per poter parlare male, malissimo, con cinismo oltre che con ironia, di molti aspetti della propria società senza incorrere in una sorta di censura che avrebbe fatto dimenticare velocemente i loro romanzi o creato un pregiudizio verso i successivi.
L’amore è una cosa semplice, di Tiziano Ferro
“L’amore è una cosa semplice“, oltre ad essere il titolo del nuovo album di Tiziano Ferro, è anche quello della sua seconda autobiografia, o per meglio dire della selezione di diario che ancora una volta, in modo terapeutico o meno, decide di condividere con i propri fan e chiunque abbia intenzione di leggerlo. E volete sapere una cosa? Avere nuovamente a che fare con lui è come tornare a casa dopo un lungo viaggio.
Ci sono anche io, di Roberto Pellico
Un’opera forse acerba, ma che conferma ancora una volta le qualità di questo scrittore. “Ci sono anche io” di Roberto Pellico, è un libro che vive di diverse anime in grado di confluire in un un filo conduttore. Non è difficile immedesimarsi nei suoi protagonisti ed il bello della sua scrittura, come sempre, risiede nella semplicità e nell’immediatezza del linguaggio, mai volgare od esagerato e sempre “abbordabile” da qualsiasi mente.
La regina dei dannati, di Anne Rice
è un’ottima scrittrice. Molto prolifica e decisamente a metà tra il fantasy e l’horror come genere. Ma lasciatemelo dire: è bene che non si lanci in sperimentazioni eccessive all’interno di una saga. Altrimenti si rischia di avere in mano un libro come “La regina dei dannati“: pieno di buone intenzioni ma nel complesso decisamente non un granchè. Anche rispetto alle sue opere precedenti. E il problema, va sottolineato, non risiede nella caratterizzazione dei personaggi.
Un’altra donna di Harriet Lane
Prima di raccontarvi la trama del romanzo Un’altra donna, di Harriet Lane, vi dirò che questo libro non mi ha impressionata molto durante la lettura, ma lo ha fatto a posteriori, circa ventiquattro ore dopo che avevo chiuso l’ultima pagina. Ora vi racconto di cosa parla e poi vi spiego il perché di questa strana reazione, sempre che, acuti come siete voi lettori di Libri e Bit, non lo capiate prima.
Ecco la storia: Frances sta tornando a casa di notte, quando tra gli alberi vede una strana luce. Si ferma convinta che ci sia qualcosa di strano e infatti si tratta di un’auto finita fuori strada. Al volante, apparentemente illesa, si trova Alice: una donna di cui Frances, dato il buio, non può vedere il volto. Allertata la polizia e richiesta un’ambulanza resta a farle compagnia, convinta che tutto andrà bene.
Alice però non ce la fa e Frances, leggendo il verbale che riporta le sue dichiarazioni sull’incidente, scopre di aver aiutato la moglie di un famoso scrittore. Invitata dal lui e dai due figli per saperne un po’ di più sugli ultimi istanti di Alice, Frances si troverà davanti ad un mondo che sente come suo e farà di tutto perché lo diventi sul serio.
La leggenda di Sleepy Hollow, di Washington Irvin
In un film di qualche anno fa Whoopy Gooldberg recitava una battuta che tradotta in italiano suonava “Non c’è niente di niente in quel…niente“. E non c’è definizione migliore che si adatti al racconto “La leggenda della valle addormentata” di Washington Irvin, conosciuta sotto il nome di “La leggenda di Sleepy Hollow“. Se amate molto il film di Tim Burton tratto da questo scritto, per il vostro bene, evitate di spendere soldi per comprarne il libro.
“Sono un bravo ragazzo”, l’autobiografia di Francesco Nuti

Francesco Nuti è un artista a tutto tondo: è attore, regista, sceneggiatore, cantante, autore e ora anche scrittore: è uscita, edita da Rizzoli, la sua autobiografica intitolata “Sono un bravo ragazzo”, un titolo perfettamente alla Nuti e non poteva essere altrimenti, vista la poliedricità di questo artista.