Young Adults, i ragazzi meritano di meglio?

di Barbara Commenta

Librieparole è un blog amatoriale. L’autrice parla dei romanzi che legge per passione e ogni tanto esterna il suo punto di vista sul mondo della letteratura. Un paio di giorni fa mi è capitato di leggere un suo post sulla letteratura Young Adult e mi sono sentita punta nel vivo. É da tempo infatti che recensisco libri di questo genere per Libri e Bit. Fra i tanti, per rinfrescarvi la memoria e spiegarvi di cosa parlo, ci sono ad esempio Will ti presento Will, Sono nel tuo sogno, Firelight e via dicendo.

Leggere romanzi di questo genere significa per me prendermi una pausa da quei testi impegnativi che tendo a prediligere. Forse sono troppo di parte, quando mi immergo in mondi lontani dal mio, per valutare con obiettività la qualità della scrittura. Mi è capitato spesso di pensare, infatti, che sì, il testo poteva essere limato ancora, che alcuni passaggi non erano propriamente riusciti, ma che tutto sommato la storia funzionava e sarebbe piaciuta ai giovanissimi lettori.

Non è dello stesso avviso l’autrice di Librieparole. Secondo lei, infatti, autori come Collodi, Michael Ende, Roald Dahl hanno ampiamente dimostrato che la narrativa per giovani può anche essere di ottimo livello. Possiamo darle torto? No, non posso neanche io che sono sicuramente accondiscendente con un certo genere di narrativa.

Cito testualmente dal post:

L’impressione è che la corsa al best seller, e quindi al guadagno, stia imbruttendo la letteratura, anche quella rivolta all’adulto di domani, che, invece, meriterebbe maggiore attenzione. Alcuni romanzi Young Adult anche se traballanti si possono giustificare, a fatica, perché scritti da autori molto giovani, ma se da un lato posso accettare un lavoro acerbo, come ad esempio Angel di Dorotea de Spirito giovanissima ma promettente firma italiana, non giustifico lavori troppo grezzi di autori più o meno giovani.

D’altra parte è anche vero che gli scrittori su citati potremmo considerarli scrittori e basta ovvero non nati per rispondere alle esigenze di un target. Possiamo dunque cominciare a distinguere, nel mercato dei testi diretti ai giovani, tra scrittori e, come dire, artigiani? Una volta ammessa questa distinzione, è possibile/lecito chiedere e sperare che gli editori puntino a testi di qualità o le catene del mercato sono tali da impedire ciò? Mi affido al parere dei nostri lungimiranti lettori.

Photo Credits | Willyk su Flickr

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