Toilet: i racconti brevi (o lunghi) a seconda dell’esigenza

Il nome la dice lunga e se avete pensato che la collana Toilet è stata appositamente per tutti coloro che vogliono intrattenersi con la lettura anche durante un momento strettamente intimo, allora avete capito bene. Toilet, come indica la parola stessa, è la letteratura pensata per chi vuole leggere opere narrative anche in bagno tanto che per non lasciare nessuno insoddisfatto, gli ideatori hanno pensato di creare testi più o meno lunghi a seconda del bisogno. Poche righe pregne per significato per i bisogni veloci, e pagine di inedita letteratura per i bisogni che richiedono più tempo.

Scriviamo Insieme: il concorso letterario

L’Associazione Culturale Scriviamo Insieme organizza la prima edizione del Premio Letterario Nazionale Scriviamo Insieme 2011, un concorso aperto a tutti gli scrittori esordienti che vogliano presentare le proprie opere scritte in lingua italiana e appartenenti al genere poetico o narrativo, entrambi a tema libero.
Il premio è aperto a tutti gli scrittori che abbiano superato i 18 anni di età che, se lo vorranno, potranno partecipare anche se fuori dal confine nazionale.

Concorso letterario “Le Quattro Porte”

E’ finalmente aperta la 14esima edizione del Premio Letterario Nazionale “Le quattro porte”, il concorso letterario che darà la possibilità a poeti e scrittori di essere conosciuti e apprezzati dal mondo editoriale. Le categorie in gioco sono due (poesia e narrativa) e per ognuna di queste vi presenteremo le informazioni utili per partecipare e presentare il proprio racconto o componimento poetico.

Go the F*** to Sleep: un libro di fiabe per genitori esausti

Bagnetto, coccole, favoletta e capricci: che stress il momento della nanna… E ai genitori chi ci pensa? Go the F*** to Sleep è il libro adatto per tutti i genitori che hanno bisogno di un valido sostegno morale e di un po’ di divertimento dopo aver dedicato tante cure ai loro piccoli.

Recensione di “Tutto torna” di Giulia Carcasi

Diego vive in un mondo molto particolare dove l’unica certezza che macina giorno dopo giorno è quella datagli dalle parole, voci del vocabolario al quale sta lavorando lui stesso, e a cui si aggrappa le unghie per trovare l’unica porzione di realtà che ancora lo circonda. Diego abita ancora dalla madre, una donna malata che con il tempo sembra aver cancellato ogni ricordo spazzando via, come si fa con la polvere, i nomi e i volti dei suoi figli e di suo marito che ha ormai scelto di vivere un’esistenza diversa, fatta di giovani donne, carriera e qualche bicchiere di troppo. Immerso in un mondo che sembra aver voltato faccia, Diego si innamorerà per la prima volta di una donna diversa, Antonia, con la quale spera di dare vita a un universo fatto di normalità, di volti e di nomi reali.

L’amore e gli stracci del tempo, la recensione

L’amore e gli stracci del tempo è una storia che è appartenuta al truce passato dell’Europa balcanica e che ha abbracciato l’epoca dei nostri nonni, quella dei nostri genitori e le memorie delle generazioni di oggi. Leggendo la storia di protagonisti, Zlatan e Ajkuna, si ha infatti la sensazione che le loro esperienze e i loro dolori siano stati scritti, e avvenuti, più di cinquantanni fa e che appartengano ormai al passato, ai ricordi degli abitanti di un Kosovo che non esiste più. 
La verità del racconto è però ben diversa: Zlatan e Ajkuna, nati e cresciuti insieme sotto il minaccioso cielo del Kosovo, si sono innamorati fino dal primo istante e, a causa della guerra, hanno dovuto separare le loro vite e condurre due esistenze separate. Il destino, e il sangue versato durante anni di conflitto, li ha visti lontani l’uno dall’altro e privati dell’affetto dei loro genitori e delle persone a loro care. 

Recensione di Stabat Mater, Tiziano Scarpa

Vincitore del Premio Strega 2009, Stabat Mater, romanzo di Tiziano Scarpa celebra l’arte musicale, grande passione dello scrittore. Attraverso la musica e un grande personaggio della storia artistica italiana, Tiziano Scarpa racconterà la storia di Cecilia, orfana lasciata alle cure delle suore dell’Ospedale della Pietà di Venezia, orfanotrofio della bella città veneta e domicilio, fin dalla nascita, della giovane donna. La solitudine, e un crescente senso di non appartenenza, covano dentro il petto di Cecilia un forte odio per la madre, una donna sconosciuta, alla quale la ragazzina scrive segretamente ogni sera: “Voi non mi avete partorita facendomi uscire dal vostro corpo, ma infilandomi in questo edificio”. I giorni dentro l’orfanotrofio scorrono uguali, tutti scanditi dal talento musicale della giovane, scoperto in tenerà età, coltivato giorno dopo giorno e affinato attraverso le corde di un violino, strumento musicale e insieme voce dell’adolescente.Attraverso la musica, dettata da un vecchio prete dell’orfanotrofio e della chiesa cittadina, Cecilia proverà ad esprimere se stessa e a ribellarsi al destino al quale, senza poter scegliere, è stata indirizzata ossia quello di attendere che la madre torni per salvarla e riportarla a casa o che, scelta da un facoltoso signore, la ragazzina possa trovare marito e vivere finalmente una vita come quella di tutte le suo coetanee.