Recensione di Due partite, di Cristina Comencini

di Giada Aramu Commenta

Due partite, Cristina ComenciniE’ una sceneggiatura teatrale l’opera Due partite, di Cristina Comencini, un pugno di battute scambiate tra quattro donne che, ogni giovedì da anni, si riuniscono per giocare a carte e riflettere sulla loro vita affrontando temi che, in poche pagine, riassumono la condizione femminile negli anni ’60. Tradite, annoiate, materne, mogli incomprese e amanti: le quattro donne raccontate da Cristina Comencini hanno per amica la disillusione e la certezza di non poter cambiare la loro vita.

Le loro figlie, quasi trent’anni anni dopo, riusciranno però a riscattarsi nel mondo che, anni prima, aveva rifiutato le loro madri. La scena si riapre infatti qualche anno dopo, in un nuovo salto generazionale, presentando le figlie delle donne che avevamo conosciuto all’apertura del romanzo: le bambine che giocavano a bere il tè e a lamentarsi di una vita ingiusta ora sono diventate adulte. Nessuna di loro ha scelto di dedicare il proprio tempo solo ai figli o alla calore di una casa: tutte hanno una carriera da allevare e curare come un figlio e un amore che non assorbe i loro pensieri. Sono adulte, femministe e forti abbastanza da scegliere di non chiedere l’aiuto di un uomo ma di contare solo su se stesse. Eppure, nonostante il nuovo panorama sociale permetta loro di essere emancipate e indipendenti, scopriremo che le paure e le insicurezze delle donne di oggi non si distinguono troppo da quelle del passato.

Dallo stesso romanzo, pubblicato nel 2006, è stato tratto un film diretto da Enzo Monteleone che ha visto, nel cast, volti femminili noti e validi del cinema italiano come Paola Cortellesi, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Margherita Buy e Carolina Crescentini.

Il libro è disponibile on line al prezzo di quasi 8 euro in versione cartacea, ma se avete un eReader vi consigliamo di acquistare l’eBook al prezzo di 3,99 euro grazie all’offerta disponibile fino al 21 gennaio (la trovate qui).

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