Noli me tangere di Andrea Camilleri, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Quando ho iniziato a leggere Andrea Camilleri, più per obbligo che per spinta passionale, non pensavo davvero che sarei arrivata al punto di volerne leggere sempre di più. Eppure eccomi qui, pronta a parlare anche di “Noli me tangere“.

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E’ un libro differente da quelli ai quali ero abituata con Andrea Camilleri. Perché pur rientrando nel genere giallo è particolare nella sua composizione. Tanti dialoghi rendono la conoscenza della protagonista di questo romanzo, profonda ma al contempo leggere nell’esecuzione. E’ innegabile: la figura di Laura è quella principale, la primaria da osservare e gestire. Perché è così piena di sfaccettatura e caratteristiche che per quanto non si possa sempre essere d’accordo con il suo agire, è impossibile non esserne attratti. “Noli me tangere” non è il classico giallo del Maestro, anche se gli elementi di questo genere non mancano. Ho avuto quasi la sensazione di leggere una biografia romanzata. Perché in questo libro è impossibile rimanere distaccati dalla figura della protagonista.

E’ un percorso quello della donna che dall’inizio alla fine non può essere assolutamente ignorato. Acculturata, più giovane del marito e bella, può contare sulla stabilità che la coppia che forma le regala automaticamente. Ma pur amando il compagno di vita non riesce a rinunciare alla ricerca di quel qualcosa che le manca e che la porta ad alternare a pura gioia di vivere, una depressione che la tiene ferma a letto. A causa di un problema agli occhi Andrea Camilleri ha dovuto dettare “Noli me tangere”. Voi, in qualsiasi forma vogliate, leggetelo.

 

 

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