Illmitz di Susanna Tamaro, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Ci sono dei volumi che non puoi farti scappare assolutamente ed anche se non sei sicuro che il genere possa piacerti senti la spinta a provare a leggerlo. E’ quello che mi è accaduto con Illmitz di Susanna Tamaro. Quello che deve essere considerato il suo romanzo di esordio anche se mai pubblicato prima.

E per quanto suona strano anche a me dirlo, mi è piaciuto. Non sono una fan sfegatata di Susanna Tamaro, anche se negli anni ho avuto modo di apprezzare qualcosina qua e là. Eppure questo romanzo è stato crudo al punto giusto, quel tanto da attirare la mia attenzione e mantenerla durante tutta la sua durata. Non so voi lettori ma io amo questi contrasti psicologico che vengono a crearsi nei personaggi e tra i personaggi. E soprattutto in qualche modo apprezzo l’idea del viaggio e quello che rappresenta. Illmitz della Tamaro raccoglie in sé tutte queste piccole cose che io apprezzo in un romanzo un tantino più impegnato o di pura narrativa.  E quando una storia è in grado di rimanere in piedi come in questo caso non si può far altro che apprezzarla.

Mi chiedo fortemente perchè questo romanzo “d’esordio” sia rimasto poi effettivamente nel cassetto tutto questo tempo. Un ragazzo che intraprende un viaggio alla scoperta di se stesso può anche passare come una idea abusata in qualche modo e questo è comprensibile. Ma la realtà dei fatti è che il risultato, per quanto possa in alcuni punti far risultare Susanna Tamaro un tantino acerba rispetto ai suoi lavori da noi più conosciuti, è comunque molto buono e valido da ogni punto di vista. Ve lo consigliamo? Si, senza ombra di dubbio. La lotta del protagonista con i diversi fantasmi del suo passato e del suo presente sono qualcosa da gustare pienamente senza troppo rimorsi e con tanta attenzione. Fidatevi, ne vale la pena.

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