Il voltacarte, recensione

di isayblog4 Commenta

Il voltacarte ovvero Storia di un re, una regina e un jolly ovvero storia dell’adolescente Alton e della sua strampalata famiglia, che spera di mettere le mani sull’eredità del tanto amato (e cieco e irascibile) zio Lester.

Lo zio Lester non è loquace né simpatico, ma è un bravissimo giocatore di Bridge ed è a caccia di un nuovo voltacarte ovvero di un accompagnatore che gli sveli quali carte ha in mano ed effettui le mosse al suo posto.

Alton, un po’ scettico, un po’ curioso, scoprirà, grazie a questo suo lavoretto part time, che il gioco del Bridge non è affatto da vecchie signore e che richiede memoria, molta, capacità strategiche, un alto livello di intelligenza e il raro dono di saper giocare in coppia.

Quando ho deciso di leggere questo libro l’ho fatto per la copertina e per uno strano impulso che non riuscivo a definire. Man mano che leggevo, ho capito però perché il romanzo mi aveva attratto così tanto: ho passato buona parte della pubertà e dell’adolescenza ad imparare dai miei genitori e dai loro amici a giocare a Poker, Whist, Canasta, Ramino.

Sono molti anni che non gioco più, ma il mio cervello deve aver sentito il richiamo di quel tipo di singolare allenamento. Sachar, un bravissimo narratore per ragazzi, classe 1954, è riuscito inoltre laddove non sono riusciti i miei pregiudizi (simili a quelli di Alton): farmi venire voglia di imparare il Bridge.

Il suo romanzo infatti alterna alla storia di Alton (che si esercita di nascosto da Lester con sua sorella Leslie, l’intrigante Toni e il suo miglior amico Cliff), le istruzioni per capire questo gioco e tentare le prime mani. Non temete però: l’autore ha fatto in modo che le parti con le istruzioni fossero immediatamente riconoscibili ed eventualmente “scavalcabili”, per procedere con la narrazione.

Che dire, Il voltacarte è scritto benissimo (scrittura scorrevole ma non banale, ottima trama, personaggi credibili) e piacerà non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti. Inoltre, può essere una ghiotta opportunità per scoprire quanto sia bello giocare in famiglia, sedersi intorno ad un tavolo, mettere davvero alla prova la propria intelligenza. Io lo consiglio vivamente e se poi diventaste giocatori provetti o comunque molto molto appassionati, fatevi un giro ufficiale sul sito della Federbridge: vi troverete curiosità e molte informazioni utili.

Gloria spiegò il mio ruolo e le signore lo accettarono, senza alcun accenno di scetticismo o sorpresa. L’unico loro commento sulla cecità di Trapp fu quando Est, una signora dai capelli ramati e dal sorriso gentile, disse che forse avrebbe potuto provare con le carte Braille.
– Ci ho provato – disse mio zio, rivelando un’informazione che non sapevo. – Non sono riuscito ad abituarmi. Non so perché, ma non riesco mai a ricordare la mia mano. Invece è sufficiente che Alton mi dica le carte una sola volta perché mi restino impresse.
– Tu giochi a Bridge, Alton? – mi domandò un’altra donna.
– Ah! – rise Trapp.
– Ho giocato qualche volta – dissi.
Mio zio non reagì, ma so per certo che la mia risposta lo sorprese.

Autore: Louis Sachar
Titolo: Il voltacarte
Traduzione di Flora Bonetti
Editore: Piemme
Anno: 2012
Collana: Il battello a vapore
Pagine: 360
Prezzo: € 17,00
ISBN 978-88-566-1835-8

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