cassandra clare città ossa

Shadowhunters di Cassandra Clare: l’urban fantasy che piace anche ai grandi

cassandra clare città ossaHo letto il primo volume della saga Shadowhunters, Città di ossa, con qualche perplessità. Il romanzo di Cassandra Clare era ancora acerbo, a volte ingenuo nei dialoghi e nella costruzione della trama. Mi sono però costretta ad andare avanti perché non conoscevo il genere e ne ero piuttosto curiosa.

Alla fine ho letto anche Città di cenere e Città di vetro, perché dovevo assolutamente sapere come andava a finire la storia di Clary, Jace e Simon.

Per i non addetti ai lavori ecco un’ultra sintesi della storia: Clary ha perso la madre in circostanze misteriose. Una sera, mentre si trova in un locale con il suo migliore amico Simon, si imbatterà negli Shadowhunters ovvero i cacciatori di demoni e scoprirà così un mondo che corre parallelo al nostro e di cui lei stessa, insospettabilmente, fa parte.

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Più forti di prima, di Barbara D’Urso: recensione

Barbara D’Urso, sebbene contestabile per davvero tante motivazioni in questa ultima era di televisione, va detto che come scrittrice recupera in qualche modo quello charme che possedeva, sia come attrice che come presentatrice, prima delle avventure televisive sulla rete ammiraglia Mediaset. Il suo libro, “Più forti di prima”, ne è la riprova. Riesce infatti a risultare coinvolgente ed interessante senza per questo essere tacciato di ipocrisia.

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india formato famiglia

Narrativa di viaggio: per menti in movimento

india formato famigliaLo confesso: sono pigra. Pigra e ansiosa. Ho amici che hanno girato il mondo e continuano a progettare voli di due giorni, quando io mi stresso anche solo con tre ore di macchina.Mi piacerebbe visitare posti lontanissimi da me, ma lo farei solo con il teletrasporto di Star Trek e anche in quel caso avrei qualche difficoltà e cercherei di opporre un po’ di resistenza. Eppure amo la narrativa di viaggio.

Credo sia una sorta di compensazione. Mi si attiva lo stesso processo mentale per cui, pur essendo terrorizzata dall’acqua, amo i racconti di mare e in particolare quelli di Conrad.

Quando leggo le storie e i diari di personaggi come Freya Stark, che organizzava da sola i suoi viaggi in un’epoca in cui le donne dipendevano moltissimo dagli uomini o alla sposa nomade, come il nostrano Corrado Ruggeri (leggetevi il bellissimo Farfalle sul Mekong) o Kate, la sposa nomade, che è ha lasciato Londra per andarsene in Tibet, sento che in qualche modo una parte della mia anima, quella più libera, è stata lì con loro.

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Book trailer: Ragione e sentimento e mostri marini

Se siete deboli di cuore non guardate questo divertentissimo video. All’irresistibile senso dell’umorismo di chi ha realizzato il book trailer si allacciano anche effetti speciali niente male. Vederete sprofondare Mr. Dashwood nel lago, trascinato sul fondo dal mostro marino, con gran spargimento di sangue. Non so se anche I promessi morsi, versione splatter de I promessi sposi, presenti descrizioni altrettanto sanguinolente. Probabile.

Certo che, se davvero era affetta dalla variante dell’autismo detta Asperger, difficilmente Jane Austen avrebbe compreso queste versioni orror-comiche dei suoi più famosi romanzi. Ragione e sentimento e mostri marini segue infatti la fortunata pubblicazione del primo mash up, adorato dai giovani lettori, Orgoglio e pregiudizio e zombie.

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recalcati cosa resta padre

Cosa resta del padre, di Massimo Recalcati

recalcati cosa resta padreDa qualche anno il padre è tornato ad essere centrale nella riflessione collettiva. Cercando di ridare dignità al proprio ruolo, molti giovani padri hanno intrapreso un cammino di letture, romanzi e saggi, che non li classifichi come “mammi” o come surrogati della figura materna.

Ripensare la paternità, però, non è cosa facile, e non solo perché la letteratura più vasta è quella sul rapporto madre-bambino (dato di fatto cui il giornalista Maurizio Quilici ha cercato di ovviare con il suo Storia della paternità), ma anche perché confrontarsi con “il padre” è un processo doloroso.

In qualche modo, la madre è una figura che resta, anche dopo la sua scomparsa. Il padre, invece, va affrontato e superato. Sto forse parlando per stereotipi ed è per questo che sto trovando molto interessante il saggio di Massimo Recalcati. In Cosa resta del padre, l’autore, psicoanalista lacaniano, ci presenta, anche attraverso la storia del cinema e della letteratura, una paternità dai tratti ancora non precisi, una paternità in fase di cambiamento.

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Copertina case degli altri

Le case degli altri, recensione

Copertina case degli altriPremessa doverosa: 1. non mi piacciono i legal thriller e non amo i classici best sellers statunitensi; 2. in questo periodo sono talmente stanca che leggere mi risulta davvero difficile. Allora perché sono stata in piedi fino alle due per finire il libro, sapendo che mia figlia si sarebbe svegliata come al solito alle sei e mezza?

Perché Jodi Picoult scrive straordinariamente bene e perché Le case degli altri non è soltanto un thriller avvincente, di quelli che se non sappiamo come va a finire non ci dormiamo la notte,ma è in generale un bel libro.

Un libro anche importante, se consideriamo che si parla poco di autismo, di Asperger e della paura che noi esseri “normali” nutriamo nei confronti del diverso (diverso che spesso, nella nostra fantasia, equivale a pericoloso).

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Mucchio d’ossa di Stephen King: recensione

Mucchio di ossa è quello che io amo definire uno dei libri atipici di Stephen King. Perchè permeato come sempre dalla sua solita aura di mistero e sovrannaturale, ma contemporaneamente e soprattutto una storia di amore. E quando Il Re parla di sentimenti, beh si può star sicuri che il libro non sarà mai deludente. Ed è proprio quello che succede in questo caso. Si tratta di una particolarità di questo scrittore della quale molto probabilmente non è cosciente nemmeno lui stesso.

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Quando eravamo froci Pini saggiatore

Quando eravamo froci di Andrea Pini

Quando eravamo froci Pini saggiatoreMi piacciono i libri che riescono a stupirmi e Quando eravamo froci è uno di questi. Andrea Pini ha composto un saggio che riesce a darci una prospettiva diversa dal solito sull’omosessualità. Si è reso conto che, oltre alle battaglie quotidiane per la dignità e i diritti degli omosessuali in Italia, è anche importante ricostruirne la storia e fare memoria di questa storia.

Come vivevano gli omosessuali in Italia quando la parola gay non esisteva e omosessualità era impronunciabile? Pini è andato ad intervistare personaggi noti e meno noti, non giovanissimi, ma al contrario con una certa esperienza di quei tempi in cui non c’era solo intolleranza, ma la negazione stessa del fenomeno.

Non avrei mai immaginato, ad esempio, che la liberazione dalla guerra avesse creato l’illusione di un mondo diverso, di una possibilità di esistenza per i gay che fino ad allora avevano taciuto la loro condizione. Allo stesso modo, mi ha stupita scoprire che il Partito Comunista, che oggi sembra quasi portavoce della diversità, stigmatizzava i gay esattamente come tutti gli altri partiti (Pasolini fu buttato fuori per questo).

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Recensione “Un karma pesante”

Eugenia è una donna speciale, una donna che nella sua quotidianità fatta di ciak cinematografici, famiglia e marito sembra ancora essere alla ricerca di qualcosa che le doni un’identità. Eugenia, una quarantenne realizzata nel lavoro, sente di non possedere l’amore e l’attenzione che merita. Immersa nei suoi ricordi, Eugenia cercherà di ritrovare se stessa negli anni dell’adolescenza e della crescita, anni che ha trascorso in giro per Londra, New York  e Milano senza però trovare qualcosa o qualcuno che le sia appartenuto davvero. Sposata a un uomo che la ama silenziosamente, Eugenia confronterà quell’amore maturo con le storie che ha vissuto in passato, relazioni che la vedevano sempre uguale all’uomo a cui era legata, fino a quando, con il matrimonio e la morte della madre, la donna si ritroverà a dover fare i conti con una vita caotica dove i rapporti, le relazioni e le persone devono trovare un senso e un’identità propria. Un karma pesante, quello appunto della protagonista, è l’ultimo libro di Daria Bignardi che racconta, con una narrazione cronologicamente slegata e una scrittura tagliente e assolutamente realista, la storia di una donna con la quale è facile confrontarsi.

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futuro libro darnton adelphi

Il futuro del libro di Robert Darnton

futuro libro darnton adelphiNon si può parlare del futuro del libro se non se ne conosce il passato. Se la mia vi sembra un’ovvietà allora è arrivato il momento di comprare Il futuro del libro di Robert Darnton, edito da Adelphi. Un volume che appassionerà tutti coloro che trovano assolutamente fruttuosa e non contraddittoria la relazione tra libri e nuove tecnologie.

Darnton è uno storico, esperto di storia francese del XVIII secolo. Non dovete però immaginarlo come un topo di biblioteca. Darnton ha infatti svolto diversi lavori: è stato cronista di nera per il New York Times, presidente dell’American Historical Association, docente e poi professore emerito a Princeton, direttore della Biblioteca Universitaria di Harvard, fondatore del Gutenberg-e program, progetto che si ripropone di raccogliere testi storici realizzati con le nuove tecnologie.

Insomma, per farla breve, Darnton i libri li ha letti, studiati, scritti, archiviati, digitalizzati, ordinati. E’ ormai un vero esperto non solo della storia del libro, ma della riflessione sul libro, sul libro digitale e sulla lettura. Il futuro del libro, in particolare, raccoglie i saggi da lui scritti per la “New York Review of Books”

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