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Nessuno si salva da solo, la recensione

 
Giada Aramu
14 marzo 2011
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Nessuno si salva da solo 198x300 Nessuno si salva da solo, la recensioneNessuno si salva da solo è una cura e al tempo stesso una controindicazione. L’ultimo romanzo di Margaret Mazzantini è un volume piccolo, breve, ma pregno di sentimenti importanti e parole pesanti come macigni; è un romanzo in cui odio e amore finiscono per non distinguersi più e anzi, iniziano a darsi la caccia, uno contro l’altro si affrontano in una danza selvaggia dove l’amico di un tempo si trasforma, cambia identità e volto diventando un nemico, un essere che è necessario distruggere. I protagonisti del romanzo sono Gae e Delia, genitori e coniugi che, dopo aver accumulato attimi di breve e fugace felicità, decidono di separarsi e mettere fine a una relazione complicata, molto più colpessa di quelle che siamo abituate a sentire, una coppia che nella vita reale vorremmo non esistesse affatto. Scenario del romanzo è un ristorante, dove i due protagonisti consumeranno una cena, quasi un pasto cannibalistico. Uno davanti all’altro, Gae e Delia proveranno ad analizzare se stessi e il rapporto che hanno costruito insieme dialogando, ricordando e riportando alla luce il loro passato.

Dal dialogo, imbevuto di odio e rancori, prederanno vita scene e frammenti del loro passato, delle loro identità, di ciò che erano prima di conoscersi e di ciò che sono diventati insieme: il loro appuntamento, il loro primo bacio, il sesso consumato durante i primi giorni e quello degli ultimi tempi, i loro figli, il loro lavoro, e i tradimenti che entrambi hanno compiuto e sopportato: quello di Delia nei confronti di se stessa, e quello di Gae, nei confronti di Delia e vissuto con un’altra donna. Tra pietanze trangugiate più per nervoso che per appetito, Gae e Delia finiranno per ammettere che, nonostante le ferite che ci hanno inferto, nonostante il dolore che ci hanno causato e nonostante le promesse che ci hanno fatto e che mai hanno mantenuto, la vita ci conduce sempre alla ricerca dell’altro, di un uomo o una donna che ci prenda per mano e ci salvi dal destino che pensavamo di dover meritare.

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