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Mia sorella Emanuela, di Fabrizio Peronaci e Pietro Orlandi

 
Valentina Cervelli
18 maggio 2012
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piero orlandi Mia sorella Emanuela, di Fabrizio Peronaci e Pietro OrlandiUn libro sconvolgente “Mia sorella Emanuela” di Fabrizio Peronaci e Pietro Orlandi.  E non per la ricostruzione cronologica del rapimento di Emanuela. O meglio non solo. Avendo avuto modo di leggere la seconda edizione (quella contenente l’aggiunta della trascrizione del colloquio tra Alì Acga  e Pietro, N.d.R.), sono convinta che questa aggiunta, in un libro molto sentito ed emozionale, faccia la differenza. E mi sento di consigliarne l’acquisto a tutti, ancor prima della recensione stessa.

Essendo nata nel 1982, per me Emanuela Orlandi e la sua storia sono sempre state un discorso “comune”. Se ne è sempre parlato in casa, me ne sono informata a riguardo io appena possibile. Quando ho inziato a leggere il libro, sono in un primo momento rimasta sconcertata dalla scelta stilistica di Fabrizio Peronaci. Mi son resa poi conto poi proseguendo nella lettura, che era forse l’unico modo per distinguere i saggi classici sul tema, anche ben scritti, da una testimonianza diretta e penetrante.

Non riesco a trovare un termine migliore. Perchè dopo aver letto il libro, non riesci a toglierti dalla mente né la storia di Emanuela Orlandi, né l’immagine della sua famiglia. Professionalmente mi son trovata anche ad identificarmi con l’autore alle prese con la stesura del libro, talvolta chiedendomi se in alcuni punti sarebbe stato meglio approfondire concetti, o lasciar parlare maggiormente a ruota libera Pietro Orlandi.

Non vi verrò a dire che “Mia sorella Emanuela” offre una diapositiva interna del dramma. No. Dà molto di più a chi ha voglia di andare a fondo: regala su un piatto d’argento la chiave di lettura dell’intera vicenda. E dimostra senza ombra di dubbio la validità dell’atteggiamento della famiglia Orlandi. Soprattutto quello di Pietro, sempre in prima linea per ottenere giustizia. Una giustizia che sembra quasi in molti non vogliano che avvenga.  E questo è un sentimento che permea l’intera lettura del libro. Man mano che le pagine scorrono ci si rende conto che se veramente la verità fosse voluta, in determinati ambienti, si sarebbe già ottenuta. E con essa forse il ritorno di Emanuela a casa.

Unico appunto: ci saranno sicuramente delle motivazioni dietro al perchè di una prima edizione “incompleta” rispetto alla seconda. Ma va sottolineato: la prima è decisamente “tronca” rispetto a ciò che è uscito nelle edicole e nelle librerie con la seconda. Ed una diffusione per mezzo ebook, più ampia, aiuterebbe a sollevare le coscienze.

Voto: 9,5

 

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