Daniel Pennac, i quattro libri migliori

di Valentina Cervelli Commenta

daniel pennac quattro libri migliori

Daniel Pennac è uno degli scrittori francesi più amati in italia. Le sue uscite sono seguite con particolare attenzione sia dalla critica, sia dagli innumerevoli fan sui quali può contare nel bel paese. Ecco quelli che secondo noi sono i suoi quattro libri migliori. Quelli dai quali partire per conoscere questo autore.

Non sono ordinati in uno stretto ordine cronologico quanto in base all’impatto che gli stessi potrebbero avere su un lettore che non ha mai avuto tra le mani un opera di Daniel Pennac.

1) Abbaiare Stanca. E’ la storia de “Il cane” e della sua padroncina Mela, dell’addestramento “sentimentale” di quest’ultima nei confronti del l’animale. Il solo punto di vista narrativo principale, quello dell’animale domestico, vale la lettura di questo libro.

2) Il paradiso degli Orchi. E’ il primo libro del Ciclo di Malaussène ed è senza dubbio uno dei modi più facile per avvicinarsi ad uno scrittore che quando racconta le proprie storie, definibili anche visionarie in un certo senso, lo fa con una semplicità di linguaggio davvero incredibile.  Il protagonista di questo libro è Benjamin Malausséne, detto Ben. Il suo ruolo, all’interno dei Grandi Magazzini dove lavora è quello di “capro espiatorio”. Il ragazzo deve prendersi la colpa di tutte le rimostranze che i clienti vengono a presentare. E deve impietosirli a tal punto di ritirare ogni protesta o richiesta di rifondo. Tutto cambia quando nel “negozio” scoppia una bomba e fa conoscenza con Julie, una taccheggiatrice molto speciale.

3) Signor Malaussène. Fa parte ovviamente del ciclo sopra presentato ed è interessante non solo perché si ha a che fare sempre con la famiglia numerosa e particolare di Ben (nonché con la sua particolare vita, N.d.R) ma anche perché è un romanzo dove alla fine a prevalere è una sorta di viaggio introspettivo. E poi, quando all’interno di un libro appare una suora “iperattiva” pronta a trasformarsi in una sorta di poliziotto…l’intreccio non può essere deludente.

4) Diario di Scuola. E’ né più né meno quello che il titolo promette. Ma è così pieno di “verità” che è impossibile stancarsi nel corso della sua lettura.

Photo Credit | Getty Images

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