Presentazione di L’educazione delle fanciulle, di Luciana Littizzetto e Franca Valeri

di Giada Aramu Commenta

L’educazione delle fanciulle, entrato da pochi giorni nelle classifiche dei libri più venduti della settimana, sarà sicuramente uno dei romanzi più acquistato dalle donne e non solo perché è scritto da due penne femminili ma anche perché riesce a parlare, senza peli sulla lingua, al mondo in rosa. A scrivere il libro la comica Luciana Littizzetto e l’attrice Franca Valeri, due donne appartenenti a due generazioni diverse e accomunate dalla passione per la risata e l’ironia intelligente e pensata, solo come l’universo femminile sa creare.

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Einaudi e compreso nella collana Stile Libero Extra, è in vendita in tutte le librerie al prezzo di 10 euro, un  piccolo prezzo che permette di poter regalare il libro anche per Natale.

Per presentarvi il libro abbiamo deciso di proporvi due estratti pubblicati on line da Einaudi, due scritti composti dalle autrici che vi regaleranno momenti di risate. Eccoli:

Franca Valeri

L’uso dell’uomo nella vita domestica è piuttosto recente. Meno recente quello della donna nel mondo del lavoro.
Negli anni che mi toccano per diritto di anagrafe l’uomo era oggetto di riguardo in alcuni casi, di ingombro in altri. Non era certo previsto come collaboratore domestico.
«Vai di là, caro. Sto cambiando il bambino, è roba da donne».
«Gustavo, ti prego. Non venire in cucina, mi fumi sull’arrosto».
La divisione dei ruoli era una parte importante delle istruzioni. Tanto importante da essere intuitiva.
Quando lui diceva a tavola: «In questo gratin ci avrei messo anche la gruviera», suocera e figlia scoppiavano a ridere intenerite. Adesso lui fa degli ottimi gratin indisturbato. È piú facile che la moglie compili l’opuscolo delle tasse mentre lui cambia il bebè.

Luciana Littizzetto

Oggi esistono due categorie di maschi. Quelli che sono presenti in casa e aiutano fattivamente. E quelli che non fanno niente e quando fanno qualcosa rompono l’anima. Prediamo l’esempio della spesa. Il maschio per sua natura odia fare la spesa. Certo, perché lui si annoia al supermercato. Tesoro. Invece noi ci divertiamo come pazze. Se tu fai la spesa da sola ci metti dieci minuti, al massimo un quarto d’ora. Se la fai con lui ci metti un giorno, un giorno e mezzo. Perché quando arriva al supermercato il pirlone sdà. Comincia: «Prendiamo questo?» E tu diventi tignosa, diventi vecchia, una vecchia tignosa. Allora per non diventare di quelle vecchie mogli acidine e tignosette, fai finta di niente, chiudi gli occhi… Eppure, per un fenomeno ignoto della fisica, vedi lo stesso attraverso le palpebre chiuse che lui mette dentro il carrello delle robe schifosissime. Perché quando va al supermercato, il maschio compra sempre delle cose disgustose. Tu cerchi di farlo mangiare sano e lui compra delle vaccate. Arrivi alla cassa e c’è uno scontrino che è lungo come la Torino-Milano e lui casca dal pero: «Oh, ma come mai?» Eh, come mai, pistola… hai comprato la qualsiasi! Per esempio, Davide compra mestoli e colapasta tutte le volte che andiamo al supermercato. Abbiamo mazzi di colapasta. Non resiste. Tutte le volte sente che ha bisogno di un colapasta. Che poi la colasse qualche volta ’sta cacchio di pasta…

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