Del perché vengono pubblicati tanti libri

statua bimba legge
Mi sono sempre chiesta, credo di averlo scritto anche diverse volte in questo blog, come mai in Italia vengano pubblicati così tanti libri e spesso di qualità medio bassa.

Credevo si trattasse principalmente della necessità di adeguarsi ai gusti del pubblico, un po’ come accade con la televisione, che trascina gli spettatori/pecore nei verdi pascoli dei reality. Il che, ammettiamolo, è piuttosto triste.

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Le cazzate che dice mio marito

Le cazzate che dice mio marito di Marica Facci

Le cazzate che dice mio maritoHo mostrato Le cazzate che dice mio marito, edito da Aliberti, ad un gruppo di amiche proprio ieri sera. Tutte hanno riso e tutte, senza neanche aprirlo, sapevano bene di cosa si stava parlando.

Ho cominciato a scorrere i capitoli di questo piccolo riassunto della vita coniugale (dal punto di vista della moglie, certo) e ho ritrovato le descrizioni dei nostri mariti che, a loro insaputa, ci scambiamo quando ci incontriamo al parco, stravolte dalla vita familiare.

La differenza, tra noi e Marica Facci, è che Marica Facci ha tenuto un diario e noi no, che Marica Facci ha deciso che se la sentiva tranquillamente di svergonare suo marito e noi no, che Marica Facci se lo tiene questo marito (e non tutte le mie amiche lo hanno fatto). Mi sorge un dubbio.

E’ davvero così tremendo (esiste veramente) il marito della Facci? Perché sembra la sintesi di tutti i nostri mariti messi insieme. Ora, se ognuna di noi, a malapena riesce a sopportare tre o quattro capitoli, come si fa a tenersi a casa l’equivalente dell’intero libro? Il mio è quello dei capitoli sul russare, sul telecomando e del guardiamo un film. Non oso pensare cosa farei se mi trovassi alle prese con quello del carrello del supermercato (trovate la citazione in fondo al post).

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Fatti a pezzi, Marco Travaglio risponde a Marco Alloni

Qual è il compito di un giornalista? A che serve la par condicio? Marco Travaglio è di destra o di sinistra? In Fatti a pezzi Marco Alloni dialoga con Marco Travaglio, che risponde a molte di queste domande. Il libro sembra un monologo solo perché l’intervistatore ha rinunciato alla classica dinamica domanda/risposta a favore di una maggiore fluidità di lettura.

In queste cento pagine, però, Travaglio parla anche del mestiere del giornalista, delle inchieste, della questione morale, del valore della legalità, della televisione italiana e del diffuso vizio dell’opinionismo.

Chi lo segue e ne legge abitualmente libri e articoli, troverà nel libro una piacevole intervista. Per chi non conosce Travaglio le sorprese sono invece molte.

[…] molte persone presumono che io sia di sinistra. Ma è una convinzione totalmente falsa.[…] Se dal 1996 voto per la sinistra è solo perché, da quando c’è il bipolarismo destra-sinistra, sono costretto a votare a sinistra perché a destra c’è Berlusconi e non potrei mai non votare contro di lui. Se ci fosse una destra liberale, non avrei nessun problema a votarla. Anzi mi identificherei molto di più in un centro sinistra liberale alla Chirac che nel centro sinistra italiano.

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