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Verismo italiano: Sicilia acquista lettere inedite

 
Giada Aramu
1 maggio 2012
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Giovanni Verga Verismo italiano: Sicilia acquista lettere inediteLa regione Sicilia entra in possesso di uno dei grandi tesori della letteratura italiana che aiuterà tutti gli studiosi e gli appassionati di letteratura a scoprire gli aspetti inediti e meno attesi del movimento più importante del XIX secolo: il verismo italiano.

La Sicilia ha acquistato, durante un’asta di Bolaffi, un carteggio di ben 170 lettere autografe appartenente ai più grandi rappresentanti del Verismo italiano tra cui Verga, Capuana, Giacosa e De Roberto.

Le lettere, oltre cento ancora inedite al grande pubblico, sono state acquistate al prezzo di 150 mila euro, una cifra sicuramente importante giustificata dall’autenticità dei materiali raccolti: quindici lettere sarebbero firmate da Giovanni Verga e indirizzate a Luigi Capuana, ben ventidue sarebbero firmate dallo stesso scrittore e inviate a Federico De Roberto, una sola lettera è indirizzata a Salvatore Paola Verdura e scritta da Verga. Nel bottino altrettante lettere importante, sempre scritte e firmate dall’autore de I Malavoglia: una lettera autografa inedita firmata di Verga diretta a Emilio Treves, oltre quaranta lettere autografe firmate di Verga a Giuseppe Giacosa, ben settantanove lettere e cartoline autografe firmate di Capuana a Federico De Roberto, otto lettere autografi di Verga e Capuana a destinatari amcora sconosciuti.

Le lettere acquistate dallo scrittore siciliano e dagli altri rappresentanti del verismo saranno analizzate dai ricercatori che potranno così tracciare le linee mancanti e le relazioni che univano i mittenti e i destinatari delle lettere. Tra questi, particolarmente interessante è l’amicizia tra lo scrittore Verga e l’amico Capuana: a quest’ultimo egli scriveva, nell’11 aprile dell’anno 1881, le prime impressioni che seguirono la pubblicazione della sua opera I Malavoglia: “I Malavoglia hanno fatto fiasco, fiasco pieno e completo. Tranne Boito e Gualdo, che ne hanno detto bene, molti, Treves il primo, me ne hanno detto male”.

Giovanni Verga e Luigi Capuana si conobbero a Firenze, anni di fermento letterario e culla di numerose opere dello scrittore.

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