i love shopping bianco sophie kinsella recensione

I love shopping in bianco, di Sophie Kinsella: recensione

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Sophie Kinsella è una delle mie autrici preferite di chick-lit. Non è quindi un caso che io mi ritrovi a recensirla spesso. Ma prima di proporre il mio punto di vista sui libri della sua saga più famosa, faccio sempre decantare un po’ le mie impressioni per renderle il più possibile oggettive. E l’ho fatto anche con “I love shopping in bianco“.

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Natale 2011: I Love Shopping, il cofanetto completo

Se ancora non avete scelto il regalo ideale per vostra sorella, per la vostra amica del cuore, per la compagna di università fashionista o per la collega di ufficio appassionata di chick lit, la casa editrice Mondadori ha da poco messo in distribuzione un’idea molto interessante: il confanetto di Sophie Kinsella.

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Meglio il libro: I love shopping

http://www.youtube.com/watch?v=LcOlL8mBRPg
I love shopping ha fatto scuola tra le scrittrici di chick lit e mietuto vittime tra le appassionate del genere. Anche noi lettrici apparentemente un po’ snob, non abbiamo esitato a leggerci tutti i romanzi della saga.

Becky la spendacciona, quella che nella vita reale finirebbe dritta dritta dallo psicologo, dopo una seria cura a base di psico farmaci, è l’eroina di tutte le inconcludenti: circondata da amici che le tolgono le castagne dal fuoco, improbabili colpi di fortuna, incontra persino un tostissimo principe azzurro, che unisce ad un carattere di ferro e ad una avversione per lo spreco, una passione totale per Becky, anche quando lei cerca di prosciugargli la carta di credito da miliardario.

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Harry Potter, I love shopping e i libri più contestati del nuovo millennio

Secondo quanto riportato dall’Ala, American Library Association, l’intera saga di Harry Potter è al primo posto tra i libri più contestati del ventunesimo secolo. I motivi credono siano noti più o meno a tutti.

In sintesi, sembra che la lettura delle imprese del maghetto e dei suoi soci possa spingere bambini e ragazzi verso le arti della stregoneria e dare loro una visione irreale della vita, predisponendoli così ad incontri ed esperienze decisamente pericolosi.

Se pensate che simili contestazioni siano tipiche solo di alcune comunità protestanti d’oltreoceano, sappiate che anche molti esponenti del mondo cristiano, a volte anche cattolico, si sono lasciati andare a simili dichiarazioni. In rete, naturalmente, non è troppo difficile trovare argomentazioni contro la saga, anche in lingua italiana, se proprio volete curiosare. Io però mi chiedo: e della pericolosissima chick lit non parla nessuno?

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