Mi vivi dentro di Alessandro Milan, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Le belle storie d’amore, se scritte bene, sono apprezzate e rimangono con la persona che le legge a lungo, diventando anche spunto di riflessione. Ed è quello che succede con “Mi vivi dentro” di Alessandro Milan: una storia non scontata ed appassionante.

Non è importante la meta quanto il viaggio che si compie, ed un po’ questo romanzo ne è dimostrazione. Non sempre vi può essere il lieto fine ma questo non significa che ciò che si è condiviso e creato smetta di essere importante o mantenerci vivi. Si tratta di un romanzo autobiografico, e come tale decisamente più sentito, con molta probabilità, sia dal lettore che dallo scrittore, il quale racconta cosa significa vivere una situazione che non avrebbe mai voluto sperimentare, quella del vedovo chiamato a crescere i suoi figli da solo ed a dover rinunciare all’amore della propria vita.

Sono questi i libri d’amore che vale la pena di leggere, quelli che ti lasciano senza fiato e ti coinvolgono in maniera intensa. Quelli privi di luoghi comuni e ben scritti perché autobiografie di vite che si intrecciano per non lasciarsi mai.  Francesca era una giornalista che aveva deciso di vivere pubblicamente la sua lotta contro il cancro, non perdendo mai la speranza e continuamente combattendo per la sua vita e per rimanere vicino ai propri cari.

Perse la sua battaglia nel 2016 e “Mi vivi dentro” è senza dubbio il miglior tributo per “Wondy” che Alessandro Milan potesse scegliere per la sua combattente, mai dimenticata e sempre tenuta nel cuore.

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