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La regina della casa, di Sophie Kinsella

 
Valentina Cervelli
15 luglio 2012
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kinsella La regina della casa, di Sophie KinsellaEccoci a parlare nuovamente di Sophie Kinsella. Non sono entrata in fissazione. O meglio, il suo stile è gradevole, ed anche le storie quasi sempre rispettano tale assunto: viene quindi normale iniziare a leggerne qualche pagina per poi farsi rapire dagli intrecci. “La regina della casa” non fa eccezione tra le opere dell’autrice.  Che in questo libro ci stupisce con una scena erotica davvero ben scritta e particolareggiata.

O meglio, ci regala il preludio ad una scena d’amore tra i due più protagonisti tra i più eccitanti del genere chick-lit. Non parliamo di un romanzo softcore straccia corsetti, ed il livello di eccitazione ed attesa che provoca è decisamente più alto di quello ad esempio, che mi ha suscitato “Il delta di Venere” di Anais Nin. I due protagonisti, Samantha e Nathaniel sono diversissimi, ma si capisce immediatamente che sono fatti per stare insieme. Lui giardiniere barista che lascia tutto per aiutare la madre a superare la morte del marito e gestire l’attività di famiglia; lei un’avvocato della city coinvolta in un grave problema che fugge e prima di capire come continuare con la propria vita si ritrova ad essere governante di una casa di ricconi senza nemmeno essere in grado di cuocere un uovo al tegamino.

Le premesse per un disastro totale ci sono tutte. Eppure il romanzo è la quintessenza dell’amore e di come per sentirsi realizzata una persona debba avere il tempo di pensare a se stessa e non cedere alle pressioni esterne. Concetto scontato, forse. Ma che Sophie Kinsella esprime al meglio, caratterizzando i personaggi in modo sincero e schietto. Molto di più che in altre sue opere, sia scritte con il suo vero nome come “La signora dei funerali” che sotto lo pseudonimo che l’ha resa famosa, la scrittrice coglie il segno catturando il lettore dalla prima all’ultima pagina, anche quando il discorso verte su noiosissimi particolari economici.

Voto: 7,5

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