La paranza dei bambini di Roberto Saviano, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Roberto Saviano che parla di Napoli e di camorra è un bestseller. A prescindere. Si può amare o odiare questo giornalista a livello politico. Ma è importante riconoscere che come scrittore difficilmente gli si può muovere una critica negativa.

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Perché è necessario riconoscerlo: quando si tratta di portare in superficie determinate verità, Roberto Saviano come giornalista ha una capacità unica. Che esprime nei suoi libri in modo diretto. E quello che fa con “La paranza dei bambini” è semplicemente il costringere a vedere come una delle realtà della camorra sia quella del coinvolgimento dei giovani, i quali per un motivo o per un altro cercano il “tutto e subito” perché il futuro incerto difficilmente pone loro sulla strada giusta. E’ il giocare sull’ambizione per dare modo tramite potere e denaro ai ragazzi di sentirsi parte di un’organizzazione dalla quale poi uscire, non è affatto facile.

E’ il  mondo dell’omertà e dei patti di sangue. E’ non è un saggio ma un romanzo basato su quella che è la realtà dura e attuale di centinaia di piccoli boss della malavita e di una zona che per quanto bella è al contempo molto sofferente. La lettura è appassionante ed la storia ovviamente tragica e realista. Sta poi al lettore comprendere come metabolizzare ciò che legge. Il prodotto di per sé è buono. Anche per coloro che Gomorra non l’hanno mai letto o mal sopportano lo scrittore. Ed è quindi uno scritto consigliabile che tutti, a prescindere dall’età o dal ceto sociale dovrebbero leggere.

 

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