Gerardo Adinolfi ci racconta le croniste minacciate in un ebook

di Valentina Cervelli Commenta

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La storia di cinque donne, cinque giornaliste minacciate a causa del loro lavoro. E’ di questo che il nuovo ebook di Gerardo Adinolfi parla, dandoci un assaggio di ciò che ancora oggi, in alcune parti del mondo e dell’Italia significa essere dei cronisti. “La donna che morse il cane-Storie di croniste minacciate” è un breve ma appassionante saggio sulla professione, da leggere per capire.

Parla di Rosaria Capacchione, Marilena Natale e Marilù Mastrogiovanni e più in breve di Stefania Petyx e Amalia De Simone. Tutte professioniste che lavorano in diversi settori e per media di differente tipologia. E che per il loro desiderio di denunciare, raccontare le cose “come stanno”, hanno subito e continuano a subire minacce da parte di malviventi di ogni sorta solo e semplicemente perché fanno il loro lavoro. Quello di Gerardo Adinolfi è un occhio critico ed interno al fenomeno: da tempo infatti è collaboratore dell’Osservatorio “Ossigeno per l’informazione”, che monitora la situazione dei giornalisti minacciati nel nostro paese.

Roberto Saviano è il caso eclatante, ma sono molti i colleghi che vivono pari condizioni, seppure meno “pubblicizzate”. E le donne purtroppo rientrano nella casistica in modo preponderante. I casi scelti dallo scrittore sono quelli più noti ed eclatanti, occorsi in zone calde del nostro stivale, quelle dove la criminalità organizzata è più forte ed in grado di colpire capillarmente. Nell’ebook edito da Informant, si possono incontrare dei link che danno modo di accedere ai dati sui cronisti minacciati. Sapevate che dal 1 gennaio 2010 al 1 giugno 2012 sono stati ben 287 gli episodi di minaccia? E si parla solo dei dati “emersi”. Come l’autore spiega doviziosamente nel suo libro molti colpiti rimangono in silenzio, ridimensionando involontariamente la portata di un dato triste come questo.

La cosa che ha colpito lo scrittore e che lo ha spinto a comporre questo ebook è stata la forza di volontà di queste donne: la loro voglia di andare avanti e di aiutare con il loro lavoro le persone, è stata più forte di ogni ingiuria e privazione.

Photo Credit | GettyImages

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