Divorziare con stile di Diego De Silva, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Divorziare con stile” di Diego De Silva è un buon libro fino a che non smette di esserlo ed assurdamente non per via della sua scrittura o delle storie raccontate, ma per via del linguaggio e dell’impressione che si ha (marcata) che l’autore o meglio il suo pensiero sia troppo presente.

Un libro ironico e sagace dovrebbe rimanere tale per tutta la sua durata e non diventare qualcosa di pesante. Soprattutto se se ne è apprezzata una buona parte. E’ un po’ una delusione “Divorziare con Stile” di Diego De Silva perché nelle prime pagine quasi ci si innamora un po’ di Vincenzo Malinconico: in fin dei conti è un personaggio molto simpatico e sincero e dotato di quella schiettezza che appassiona e intrattiene. Il male arriva però quando si cade nel triviale gratuito e nell’inserimento di personaggi fotocopia. E non si può fare a meno di chiedersi: come è possibile che qualcosa che ci è piaciuto tanto si sia trasformato in un romanzo che non riconosciamo e che non ci fa più ridere?

E soprattutto: possibile che vi sia tanta negatività? Vero che il tema è quello dei divorzi, ma insomma… non è uno spaccato reale che possa davvero divertire se visto da un certo punto di vista. E l’apprezzamento per l’ironia diventa automaticamente riflessione: sarà frutto di un’esperienza personale davvero negativa? Ed è odioso porsi questa tipologia di domande quando si è apprezzato il libro fino ad un certo punto. La speranza che Vincenzo Malinconico, questo avvocato un po’ “incerto” ma che ci ha fatto ridere possa salvarci alla fine, svanisce man mano che si va avanti con la lettura. Ed è un vero peccato.

 

 

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