Chi sta male non lo dice di Antonio Dikele Distefano

di Valentina Cervelli Commenta

Chi sta male non lo dice di Antonio Dikele Distefano è uno di quei libri che bisognerebbe leggere ma essere preparati a farlo nel momento in cui lo si fa. Il motivo? Principalmente il tema a livello teorico, nella pratica il modo in cui l’evidente talento dello scrittore non è instradato nel modo corretto.

Quando si scrive un romanzo è necessario fare in modo tale che i vari spunti siano effettivamente legati tra loro e non presentati come un guazzabuglio dal quale in alcuni casi è difficile districarsi per andare avanti. Quando lo stile di scrittura è buono, il lettore tende ad affezionarsi alla storia ed a colui che l’ha scritta: nel caso di Chi sta male non lo dice di Antonio Dikele Distefano il punto è che i personaggi e le loro storie vengono svalorizzati dalla ricerca di una “perfezione” più da blog e da storia breve che da romanzo.

Se si affrontano dei temi come quelli dell’immigrazione, del razzismo e della difficoltà a vivere in un mondo come quello in cui viviamo attualmente, ciò deve essere fatto con cognizione di causa e gestendo al meglio la materia prima. Se si scrive bene ma non si è in grado di ampliare il concetto o di farlo sbocciare come sarebbe giusto… forse si dovrebbe evitare di prendere proprio in considerazione la scrittura dello stesso in primo luogo. Ed è un peccato perché le potenzialità ci sono, le basi di un successo sono regalate dal tema ma il risultato finale lascia a desiderare.

Piccola curiosità: questo è un libro che inizialmente era stato distribuito gratuitamente ai fan. Forse sarebbe stato meglio fare un maggiore editing e una revisione dei contenuti prima della messa in vendita.

 

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